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in evidence: OAS_RICH('Top');ge_network(); kwh_brand();kwh_multisearch(); kwh_networkpopup(); OAS_RICH('TopLeft');OAS_RICH('TopRight'); OAS_RICH('left'); Articoli recenti Copenaghen. Serenissima. Copenaghen. Trauma. Copenaghen. Prima o poi dovevo tornare. Copenaghen. Lavorare stanca. Copenaghen. Bella dentro. Commenti recenti quella di cope su Copenaghen. Prima o poi dovevo tornare.polena su Copenaghen. Prima o poi dovevo tornare.elena su Copenaghen. Trauma.quella di cope su Copenaghen. Trauma.quella di cope su Copenaghen. Serenissima. contiamo su di noi unadelledue. Da Roma a Copenaghen e ritorno domenica, 5 settembre 2010 Copenaghen. Serenissima.   Cara Acconciatura Elaborata, chiedimi di accennarti un minuetto. Manina, punta avaaanti, tacco indieeetro, punta di laaaato, inchiiino. Ho fatto anche questo. Ieri sera, al Ballo Mascherato del Settecento all’Auditorium di Copenaghen, mi sono anche lanciata nei balli di gruppo vintage. Non ho osato il total-look Marie Antoinette, ma ti assicuro che le sale pullulavano di damine birichine col neo e cicisbei in calze di seta. Il resto degli invitati esibiva mascherine d’ogni foggia e colore, l’effetto era un mélange di festa delle elementari, video porno amatoriale con la mascherina dell’incognito, e perché no, anche Banda Bassotti. Io ero ovviamente sprovvista dell’accessorio-simbolo, ma un provvidenziale chioschetto distribuiva delle favolose mascherine piumate. E cosà ho continuato la serata, donna del mistero addobbata con un prodotto di cartoleria. C’era la sala -boudoir dove ci si poteva far pettinare col parruccone e incipriare, gustando una serie di pasticcini in tutte le tonalitá del rosa, ingresso vietato ai maschi. I quali maschi avevano una saletta tutta per loro, dove potevano appassionarsi al giuoco degli scacchi (secondo me era una sala-rutti, ma sono solo mie fantasie). La serata si é conclusa con un bellissimo concerto: Vivaldi, mica i Rondó Veneziano. Ora che ci penso bene, lo posso dire? se lo fanno un’altra volta, mi ci vesto pure io da damina. Con il parruccone incipriato. Col neo finto. Con la gonna rosa lunga fino ai piedi. Con le scarpine d’argento. Sará la mia rivincita dopo tutti i carnevali mascherata da ungherese, da olandesina, da farfalla, da hippie. Son cose che segnano. E ora, segui il ritmo: manina, punta avaaanti, tacco indieeetro, punta di laaaato, inchiiino. Baci capricciosi Tacco a Rocchetto Postato in: Uncategorized Indirizzo permanente del post 4 commenti » martedì, 24 agosto 2010 Copenaghen. Trauma. Cara Baronessa di Carini, oggi mi é arrivato un sms dalla Bestiasecca che mi ricordava uno dei traumi della mia pur felice e spensierata infanzia. Quando facevo le elementari mi sono innamorata pazzamente di un bambino. Ne ero fan, diciamo. In veritá non lo conoscevo, ma ne seguivo le gesta in tv. Il ragazzino dei miei sogni era quel che si dice “una simpatica canaglia”, e per di piú cantava come un angelo. Ah, come mi vedevo giá sposa al suo fianco! Lui era Gian Burrasca, e nella mia innocenza di settenne era un bambino come me. Un giorno mia madre ebbe l’ardire di affermare che in realtá Gian Burrasca era Rita Pavone! Il mio quasi- fidanzato era UNA SIGNORA VECCHIA!! (che allora, venticinque anni erano giá segno di avanzata vetustá). Trauma! Choc! Fu come scoprire che babbo natale é lo zio con la barba fasulla. Ho pianto tanto. Nel frattempo c’era sempre il piano B, ossia Andrea Balestri, cioé Pinocchio. Oddio, a vedere com’é diventato ora, forse é andata anche bene che non ci siamo sposati, ma all’epoca faceva la sua degna figura nell’imaginario parco-fidanzati di una scolaretta di seconda elementare… A proposito di traumi, oggi ho preparato gli gnocchi ai bambini dell’asilo. Una tragedia. Li hanno odiati. Sará questo lo choc che ricorderanno da adulti? la loro cuoca preferita che li tradisce con un piatto di cose molli al sugo? (secondo me erano ottimi). Ti bacio con sbarazzina insolenza tua Pappa al Pomodoro Postato in: Uncategorized Indirizzo permanente del post 37 commenti » domenica, 22 agosto 2010 Copenaghen. Prima o poi dovevo tornare. Cara Cuore di Panna, come d’incanto ricompaio dopo una lunga quanto inspiegabile assenza. Che m’accadde? Ogni volta che mi avvicinavo al computer per scrivere mi veniva una specie di horror vacui e restavo con le parole che mi perdevano sapore, tipo la cingomma troppo masticata che sa di rapa. E nel frattempo sono andata in vacanza, un mese intero di mare, finalmente abbronzata per davvero dopo anni di leggera doratura. (ora é tutto sparito, sono di nuovo color pollo crudo, ma  ho avuto una settimana di gloria appena tornata a casa). Quest’estate sono tornata dopo tantissimi anni nella cittá dei miei genitori, dove passavo tutte le vacanze fino a quando ho compiuto diciannove anni. Ho rivisto la casa di mia nonna, che non vedevo dal 1996. La casa l’ha presa mio cugino e l’ha completamente ristrutturata, e mi ha fatto un certo effetto ritrovare la mia camera da letto di un tempo trasformata in ”stanza in piú dove ci teniamo un po’ di ciarpame” (ah, i riposini del pomeriggio, le lenzuola profumate di Nonna, le persiane accostate, l’eco della radio dal cortile e il profumo dei peperoni arrosto)… ho rivisto anche la piazza dove passavamo le serate in gioventú: deserta. Nessuno. Pare che ora hanno tutti il motorino o la macchina e quindi scorrazzano su e giú per il litorale, ma che tristezza. Mi sono rivista con la magliettona oversize annodata da una parte e i pantaloni a carota, e poi con la giacca spallinata color pesca e infine con il vestitone nero lungo fino ai piedi e i capelli tenuti su da quantitá inverosimili di Studio Line. Hanno anche chiuso la pasticceria storica del centro, al suo posto la filiale di una banca. Che le pastarelle caramellate che facevano lÃ, dove le ritrovo? E i biscotti morbidi di pasta di mandorle? Un colpo al cuore, ti dico. Ma é stato anche bellissimo riabbracciare zii e cugini, ritrovarsi ogni sera in venti a tavola, sentirsi avvolti da uno scialletto di amore tutto il tempo… sÃ, avevo proprio bisogno di farmi cullare dalla famiglia e mangiare un sacco di focaccia, di puré di fave, di cozze arraganate, e di fare il bagno in uno dei mari piú azzurri del mondo. (momento Ente del Turismo). Ora sono tornata al lavoro, impigliata in un nuovo progetto a lunga gittata. Stavolta devo eseguire alla lettera delle ricette che mi vengono mandate, annotarne pregi e difetti, riferire se sono piaciuti a grandi e piccini. Insomma, un lavoro anche divertente e che non impegna troppo con riunioni interminabili, come invece fu il passato Progetto Pasto Perfetto. E ho pure pensato di provare a scrivere. Non so per niente cosa produrró. Per ora giro intorno a idee, covo in silenzio, azzardo abbozzi che mi sembrano abbastanza brutti, mi guardo intorno avidamente per cercare spunti. Per ora, tabula rasa, anzi rasissima. Ma chissá. Ti abbraccio con nostalgia, ricordando il Croccantino all’Amarena che gustammo insieme non piú di tre settimane fa. Ammazza come passa il tempo. Tua Mottarello Postato in: Uncategorized Indirizzo permanente del post 15 commenti » lunedì, 24 maggio 2010 Copenaghen. Lavorare stanca. Cara Camay, sono reduce dalla colonia dell’asilo. Reduce é la parola adatta: segregata in cucina per dodici ore, cinque giorni di seguito. E mica a volteggiare leggiadra e a fare amabili pizzette rosse, sorseggiando un succhetto di albicocca nelle pause. Sveglia alle sei (e per fortuna sono il tipo che spontaneamente cinguetta all’alba, ma insomma eh), alle sette giá in cucina pronta per imbandire la colazione: pane appena sfornato, uova á la coque, mica du’ merendine e latte dal frigo… pranzo in tavola a mezzogiorno, pausa dall’una alle tre, in cui i mi immergevo nella fase REM nel giro di pochi secondi, svegliandomi alle tre meno venti con i capelli da little tony e mi sa che avevo anche sbavato durante il sonno. Merenda alle tre, cena alle sei, rassetto cucina e impastamento pane per il mattino dopo, mi levavo la parannanza alle otto e mezza-nove. Un incubo vissuto in tuta da ginnastica, occhiali un po’ unti, birkenstock e magliette sudate. Sono tornata venerdà pomeriggio e ho passato l’intero weekend a sonnecchiare, idratarmi, leggere riviste sciocchissime e mangiare pasti cucinati dal Biondone. Ora per reazione vado in giro anche per casa acchittatissima, truccata di tutto punto, manco dovessi fare da testimone a un matrimonio. Che bello essere di nuovo nel mondo normale. Per l’angolo del gusto ti segnalo una ricetta che ho dovuto eseguire in quanto tradizione irrinunciabile della suddetta colonia: LA TORTA DI LOMBRICHI. La torta é un innocente ciambellone vaniglia-cioccolato, ma nell’impasto si celano dei veri verissimi lombrichi tritati, previa lessatura. Per la gioia dei miei figli ho anche filmato l’intero procedimento, che ha del truculento, ma non é piú crudele di un sauté di cozze. E comunque, sento giá che mi chiederai: “l’hai assaggiata?”. L’ho fatto. Una bella fettona (esiste anche foto di me che degusto coraggiosamente). Sapeva di ciambellone, e l’unico segno della presenza lombrica erano delle cosine consistenza pinolo moscio. Posso dire che ho provato anche questo, e lo dico con vero orgoglio. Intanto aspetto ancora la primavera, che mi dicono sia comparsa la scorsa settimana, ma io ero in cucina e non lo sapevo. Ti abbraccio, profumata e levigata tua Felce Azzurrah Postato in: Uncategorized Indirizzo permanente del post 19 commenti » domenica, 11 aprile 2010 Copenaghen. Bella dentro. Cara Moira Orfei, venerdà pomeriggio sono andata in profumeria per comprare il deodorante, e la giovane cassiera mi ha premurosamente omaggiata di un campioncino di crema per il viso. Me lo ha dato, poi subito dopo mi ha detto: “ops, scusa, ti ho dato quello sbagliato! questo é piú adatto”. L’ho messo nella borsa senza badarci e l’ho allegramente dimenticato. Ieri sera l’ho ripescato, ho inforcato gli occhiali da lettura  e ho letto le indicazioni: PER PELLI MATURE, IDEALE PER LA MENOPAUSAAAAAAAAAAAAAAAAARGH. Improvvisamente mi sono scoperta un cospicuo numero di capelli bianchi, ho tastato con mano la cedevolezza di svariate zone del mio corpo, mi sono sentita travolta dalle mie quasi quarantaquattro primavere, ho compreso il dramma interiore di Greta Garbo e anche quello di Ivana Trump. “Commessa della profumeria diciannovenne e spudorata! Menopausa! Io! Hormonella in persona! Ma insomma! Pelle matura!” (questi i miei pensieri mentre mi spalmavo piena di segrete speranze la crema del campioncino. Uffa.) Ti bacio senza temere gli effetti dell’etá Gloria Swanson Postato in: Uncategorized Indirizzo permanente del post 18 commenti » domenica, 14 marzo 2010 Copenaghen. Tu come stai? Ehilá, Beppe! in una domenica finalmente baciata dal sole e che mi ha giá vista a spasso, eccomi in vena di bilanci. In un eccesso di zelo secchione, ho pensato anche di dividere tutto per argomenti, cosà magari ci vedo chiaro anch’io. Da che comincio? Vado con la SALUTE: sono smocciolante per la quarta volta da gennaio: un’ottima media di 1,3 periodico raffreddore al mese. Aspettando ancora il miracolo compiuto dalla vitamina D, sono andata dall’otorino per vedere se avevo l’allergia. Non ce l’ho. In compenso mi ha infilato un cannuccione di gomma lungo 20 centimetri munito di telecamerina nelle narici (alla ricerca dell’adenoide fantasma che non ho). Ti posso solo dire che il sollievo al momento dell’estrazione del suddetto tubo dal naso é stato impareggiabile. E t’ho detto tutto. LAVORO: lo sapevi che sono entrata di sguincio nel mondo dell’editoria? Non come autrice di bestseller, neanche come redattrice d’assalto. Sono stata consultata come “esperta in materia” per un libro di cucina pensato per i bambini schizzinosi. Il prezioso volumetto uscirá prima dell’estate, pubblicato da Politiken, una casa editrice anche seria. Ti terró naturalmente aggiornata, che son belle soddisfazioni eh. Nel frattempo siamo in corsa, insieme ad altri asili della cittá,  per aggiudicarci un premio tra i seguenti: “Miglior Cuoco”, “Miglior Pasto”, “Migliore Asilo”. Quelli del Comune sono venuti a scrutinarci e io mi sentivo fichissima e sicurissima, giá mi sentivo il medaglione al collo, la coppa in mano e la lacrima sulla guancia. Quando, dopo una settimana, ci hanno mandato i risultati delle osservazioni mi é preso un colpo. Un sacco di sbagli! Un sacco di ditini puntati!! Mannaggia!!! E perché non compro le mele danesi? E perché compro il merluzzo? E perché non mangio a tavola coi pupi? (si da il caso che mentre i pargoli spazzolano il pranzo, io lavo un mucchio di pentole, ecco). Insomma, non punterei su me come cavallo vincente. Peró c’abbiamo provato. I risultati a novembre, che tanto mi saró giá scordata. AMORE: Maestro, prego. Per tutta la durata di questo paragrafo mi esegua alla pianola la sigla di Casa Vianello. “Taratarattattá-taratarattattá”. Ottimo. Che altro dire? L’esperienza mi insegnerebbe che quando il marito si rintana nel suo mondo fatato per sognar, si sigilla nel suo antro come un pecorino di fossa, si esprime in maniera estremamente essenziale (che per l’uomo nordico é giá abbastanza basic di suo), quello é il momento in cui DOVREI rendremi invisibile, fare la splendida e lasciar correre. Ma io sono fortemente chihuahua dentro, e in questi casi divento insopportabile, ringhio, mozzico e faccio anche la pipà sul divano per dispetto (siamo adulti, urbanissimi, e parliamo per metafore). E insomma, abbiamo visto giorni migliori. SOLDI: come saprai, il Biondone ha vissuto nel limbo della disoccupazione intervallato da sprazzi di lavoro. Da novembre ha finito la sua collaborazione con la TV nazionale danese, e il Comune ha ben pensato di revocargli il sussidio di disoccupazione. Risultato: da dicembre a febbraio abbiamo vissuto con il mio solo stipendio, mille e trecento euri scarsi, e meno male che la suocera ci ha comprato qualche bella bistecca ogni tanto vah. Spese ridotte al minimo storico, la parola “crisi” l’abbiamo toccata con mano. Da febbraio per fortuna il Biondissimo ha trovato un lavoro fisso, da lui cordialmente odiato (sta al servizio clienti di una compagnia telefonica, dupalle ma intanto son soldi ogni mese) e quindi piano piano il nostro conto in banca raggiungerá il traguardo dello zero. Le discese ardite e le risalite, ecchime. E che dire? Mi affaccio sul mese di aprile con occhi speranzosi, mentre mi soffio il naso e sorseggio bicchieri mezzi pieni. Tu aspettami, che tra poco arrivo… Baci Marta Postato in: Uncategorized Indirizzo permanente del post 19 commenti » sabato, 6 marzo 2010 Copenaghen. Operazione Nostalgia. Cara Corallina, oggi spese pazze. Abbiamo sfidato delle raffiche di vento da assassinio, nonostante un sole ingannevolmente estivo (temperatura zero gradi, eh). Ed eccoci qua, famijone al completo diretti verso il Supermercato Italiano, un capannone in una zona portuale piena di cantieri e battuta appunto da un blizzard irraccontabile. Dentro ci fa un freddo inospitale, gli scaffali sono poco forniti, ma per noi emigrati col cuore pieno di Italia Lontana, questo basta e avanza. Carrello riempito di pasta negli introvabili formati Tubetti, Pipe Rigate, Lingue di Passero, Rigatoni. Momento “gioia dei piú piccini ma anche dei piú adulti” consistente nell’accaparramento di biscotti e merendine del Mulino Bianco e succo di albicocca Yoga. Sosta obbligata con tanto di numeretto al Banco del Pizzicarolo. Un etto di Parma, mezz’etto di mortadella. mezz’etto di cotto, un etto di stracchino; ti fa povertá il mezz’etto? il rapporto prezzi/quantitá di soldi nel portamonete parla da solo… Ho scoperto con viva sorpresa che i danesi non comprano a peso ma a fettina  (”vorrei tre fettine di salame piccante e due di quel saporito prosciutto crudo”). Cinquanta euro spesi lietamente, con la sensazione di essere un po’ dei Mino Reitano con la lacrima commossa. Ora sono sazia, ho preso anche il caffé. Il Biondone traffica in cucina, in quanto si produrrá in uno dei suoi numeri piú riusciti: i ravioli di ricotta e spinaci fatti da lui medesimo. Ho quasi voglia di mettere il bandierone alla finestra, se non c’avessi quel certo sgradevole disappunto verso i decreti vergognosi. E a proposito, mi chiedo (col ditino sulla guancia che fa civettuolo): siccome i prezzi del Supermercato Italiano sono altresà esosi, e quindi a me lesivi, non si potrebbe fare un decreto dove si dice che posso prendere tutto quello che mi pare dagli scaffali e al Banco del Pizzicarolo senza pagare? Speranzosa, mi cingo la testa dell’elmo di Scipio baci Porchetta Postato in: Uncategorized Indirizzo permanente del post 25 commenti » venerdì, 19 febbraio 2010 Copenaghen. Ci sará pericolo? Cara Transaminasi, come andiamo? eccomi riemersa dopo un mese e mezzo in cui ho sofferto di raffreddore perenne (con tosse/senza tosse, con mal di testa/senza mal di testa, ma sempre con moltissimo moccio, prodotto con alacritá dal mio pur piccolo corpicino). Somiglio un po’ a gollum, a dirla tutta. Quel tocco muffo, quell’aria di cantina e minestrina, quella voce roca… e come sai, io mi preoccupo. Ma no che mi preoccupo un pochino, prendo la tisana  e dico “passerá”. No. Io mi preoccupissimo e giá mi vedo nella lista dei trapianti, esangue nel lettino come il piccolo Renato Cestié in “Bianchi Cavalli d’Agosto”, con un bicchiere di citrato sul comodino, un uccellino in gabbia a tenermi compagnia, una piantina sul davanzale che vedrá la primavera ma io no. Alla fine, dopo avere esacerbato il Biondone con le mie ipotesi funeste, con i miei scialletti da orfanella nella brughiera, con i miei attacchi di tosse che manco la signora delle camelie, sono andata dalla dottoressa. Che mi ha auscultata, palpata, annusata, e ha infine prescritto una nutrita lista di analisi. “Oddio, perché anche la tiroide? e la mononucleosi? ma che c’entra il fegato col raffreddore?… ” . L’effetto “a un passo dalla morte” é partito puntuale. Sono andata a fare i prelievi con lo spirito del condannato senza appello. Oggi, con mano tremante e voce ridotta a un indistinto pigolio, ho telefonato per sapere i risultati. “Tutto a posto, complimenti per il colesterolo! L’unica cosa é una carenza di vitamina D, per questo hai le difese immunitarie abbassate”. L’avrei chiesta in moglie, la dottoressa mia bella! Ah, che frizzante sensazione di naso libero e stappato nonostante il moccio! Ah, che passo scattante verso la farmacia per andare a compare le pasticche di vitamina! E ora mi preparo alla seratona di Sanremo, con un bel mucchietto di cioccolatini accanto (tanto c’ho il colesterolo da applauso), una discreta copertina, pronta a commentare con il piglio della tacchinella da tinello tornata all’attacco. Ti bacio in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi tua Bilirubina Postato in: Uncategorized Indirizzo permanente del post 14 commenti » domenica, 17 gennaio 2010 Copenaghen. Gnocco. Cara ZigulÃ, e come ti butta quest’inizio dell’anno? Ti senti carichissima? Frizzi dappertutto? Canti allegri motivetti? qua é tutto un viavai di ottime intenzioni, vedo impavidi sportivi maratonare nel parco con rischio di pattinata, i supermercati stravendono verdure e frutta, é tutto uno srotolare di tappetini per lo yoga, i giornali sciocchini suggeriscono frullatoni disintossicanti e sequenze per gli addominali… io quest’anno l’ho iniziato col lavoro nuovo e dunque con una porzione di adrenalina mica da ridere. E mentre lavoravo con degli aloni da ansia da prestazione, é scoppiata una polemica sulle mense degli asili (rese obbligatorie giusto dall’inizio dell’anno). Genitori che c’hanno paura che il pupo non mangia. Genitori che non si fidano di quello che viene servito. Maestri che si isterizzano. Cuochi che gettano il grembiule, s’indignano e te saluto. Politici che puntano l’indice qua e lá. Per fortuna nel mio nuovo posto di lavoro sono tutti assai contenti (mi sono giocata subito le pizzette rosse, garanzia di imperituro amore da parte di grandi e piccini), ma l’atmosfera in generale é tesa come una vibrissa di gatto preoccupato. E dunque pare che la mia capa  abbia invitato un pezzo grosso del Comune a pranzo all’asilo per dimostrare che insomma ci sono anche dei posti dove le cose funzionano.  Nel frattempo mi é venuto uno dei raffreddori piú bastardi (quelli con la tosse secca da nonnetto), ottima scusa per ammantarsi e mangiare lo zenzero candito fatto da mia sorella. E me ne sto sul divano nella mia copertina di pile rosso, imbozzolata come uno gnocco al sugo kingsize, mentre la lista delle cose da fare lievita lenta e inarrestabile. Per esempio, sulla mia cassettiera ho un melting pot di calzini scompagnati che cresce ad ogni bucato. Li ignoro. La mia vista ha imparato a selezionare, e io quella montagna multicolore non la vedo. Ogni tanto il mucchio traballa, trovo il gatto che ha catturato una calza arancione della piccina, la rimetto in cima alla montagnola e me ne vo. Finirá anche questo mio momento di meritatissima pigrizia, torneró formicuzza operosa, accoppieró i pedalini, andró in piscina, ma ora c’ho l’orgoglio gnocco. Era ora. Ti abbraccio (t’impresto l’altra copertina di pile?) Sanagola Postato in: Uncategorized Indirizzo permanente del post 13 commenti » domenica, 6 dicembre 2009 Copenaghen. Non succederá piú. Cara FuniculÃ, ogni anno mi pento e mi dolgo, e mi riprometto che non succederá piú, e ogni anno inevitabilmente ci ricasco. La tentazione in veritá sarebbe minima, ma buona educazione vuole che tutti i dipendenti partecipino alla Cena Aziendale. Giá il nome rimanda malinconicamente a mondi di Signorine Silvani, Filini, Contesse Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare. Insomma, clima informale, data fissata giá da metá settembre, ieri sera c’ero anch’io. Come da tradizione, anche quest’anno ho sbagliato dress-code. Avevo puntato su un vestitino assai colorato e per niente impegnativo, e al mio ingresso al ristorante sono stata accolta da un tripudio di paillettes, velature birichine, scollature der peccato, raso scivolato, messimpiega, tacchi 12. Mannaggia. La scelta del locale é caduta per mia somma sfortuna su un famoso ristorante italiano che in 11 anni di permanenza danese ho sempre accuratamente evitato. Peró stavolta almeno l’ho provato e SO che non ci tornerò mai piú. Nel menú c’era anche la Pizza Hawaii!!! Tutto il soffitto era decorato con uno stuolo di fiaschi!!! Per mantenermi sul classico /sobrio ho ordinato una bruschetta al pomodoro, da cui ho pazientemente rimosso un numero impressionante di fettine d’aglio tagliato bastardamente finissimo. Li possino. Ho saltato il primo a pie’ pari, a meno che non avessi desiderato una robusta porzione di “Spaghetti Bolognese” servita con un’opportunissima insalata mista nello stesso piatto. Barbari. Mi sono quindi lanciata su una bistecca, che qua in terra danese almeno non c’hai brutte sorprese. E mentre il resto delle colleghe lodava la squisitezze dei manicaretti e flirtava coi camerieri piacioni, mentre il vino rosso della casa scorreva e Andrea Bocelli ci dava dentro a volume sconsiderato, io mi sono chiesta perché mai non ho ancora imparato a declinare cortesemente l’invito. Tra l’altro io la sera alle dieci scado, mi decompongo, vado in avaria, mi si appiattisce l’encefalogramma, il mio smalltalk si riduce a un pigolio, le lenti a contatto mi si inaridiscono. La Cena Aziendale si é conclusa con una crème brulée che sapeva di uovo al tegamino, consumata mentre un abile mandolinista intratteneva la lieta brigata con un medley delle piú belle melodie della tradizione italiana. Le altre hanno continuato la serata, io ho gentilmente salutato e son tornata lesta lesta a casa. Ma anche questa l’ho sfangata, il problema si riproporrá tra un anno, l’aciditá di stomaco di ieri é giá sparita, e oggi festeggio col Biondone il nostro diciottesimo anniversario. Ti bacio aromatizzata all’aglio tua Funiculá Postato in: Uncategorized Indirizzo permanente del post 16 commenti » « Post precedenti belle tacchinelle More Photos S'accomodi... Alex Andy Animapunk Any Arianna Clio Cooper Dani Elasti-mamma Emmequadro Janis e la sorella Mammamsterdam Manulea MariaGiovanna Michelina Minnie Perla Rosa Rosa (Luxemburg) Signoramia Temp Valeria Verdespirito Yupy Zauberei Categorie Senza categoria Uncategorized Archivi settembre 2010 agosto 2010 maggio 2010 aprile 2010 marzo 2010 febbraio 2010 gennaio 2010 dicembre 2009 novembre 2009 settembre 2009 agosto 2009 giugno 2009 maggio 2009 aprile 2009 marzo 2009 febbraio 2009 gennaio 2009 dicembre 2008 novembre 2008 ottobre 2008 settembre 2008 agosto 2008 luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 settembre 2010 L M M G V S D « ago 12345 6789101112 13141516171819 20212223242526 27282930 OAS_RICH('Left'); addBookmarkSite('Kataweb','http://www.kataweb.it/'); | Chi siamo | Scriveteci | Contatti | Rss/xml | Podcast | Pubblicità Copyright © 1999-2007 Elemedia S.p.A. 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